I Brillanti

Questa sezione del sito vuole essere un preciso punto di riferimento per chi vuol donare un gioiello.

BRILLANTE O DIAMANTE?

 

I brillanti sono tra i diamanti più costosi al carato (chiaramente a parità di caratura, colore, purezza), in quanto implicano un maggior sacrificio in termini di peso e dimensioni al momento del taglio.

Un diamante grezzo assomiglia infatti ad un ciottolo qualsiasi, e nessuno lo degnerebbe di uno sguardo.

E' l'abilità del tagliatore di diamanti che svela la bellezza che giace nascosta nelle pietre.

Il brillante è il taglio che valorizza maggiormente la luminosità della gemma, nato per esaltare le caratteristiche fondamentali del diamante.

Il grande diffondersi di questo tipo di taglio ha portato ad un equivoco: il pubblico generalmente tende a identificare i brillanti ed i diamanti come fossero la stessa cosa.

Occorre invece fare attenzione al fatto che i diamanti non sono le uniche pietre che possiamo definire "brillanti". La parola brillante, infatti, identifica un preciso taglio della gemma, volto a renderla particolarmente luminosa e lucente.

In gioielleria, quando si parla di "brillanti", senza ulteriori dettagli, si intende semplicemente il diamante tagliato a brillante

Vi sono però tantissime altre pietre preziose che possono venir tagliate a brillante, come il rubino lo zaffiro, il topazio, lo smeraldo, solo per citarne alcune, nel qual caso la parola "brillante" starà ad indicare il taglio, accompagnando il nome della gemma.


LE FORME

 

CanTaglio brillante rotondo: È il taglio di gran lunga più comune e presenta la migliore disposizione delle faccette tale da conferire la massima brillantezza. Il taglio a brillante è costituito da 32 faccette ed una tavola sulla corona, e 24 faccette ed un apice sul padiglione.

 

 

CanTaglio a goccia: Per quanto riguarda la finitura e la commerciabilità, il taglio a goccia occupa il secondo posto dopo il taglio brillante rotondo. Si tratta di una forma intermedia tra il brillante e la navette. Dal punto di vista estetico, è un taglio molto affascinante poiché ha la forma di una goccia d’acqua. La parte rotonda brilla di più, mentre la riflessione della luce sulla punta avviene con difficoltà a causa degli angoli delle faccette inferiori che non superano i 40 gradi.

 

CanTaglio navette o marquise: Questo taglio deve il suo nome alla Marchesa di Pompadour. Una leggenda racconta che il Re Sole avrebbe voluto avere una pietra levigata secondo la forma della bocca della Marchesa di Pompadour. Poiché la forma allungata termina con una punta su entrambe le estremità, con questo taglio si avrà una zona centrale molto luminosa ma una diminuzione dello scintillio sulle punte. Questo taglio è identico al taglio brillante per quanto riguarda il numero di faccette ma è più difficile da realizzare. La realizzazione delle faccette richiede una notevole esperienza; inoltre, la fragilità delle punte richiede di lavorare con la massima cautela.

 

CanTaglio a smeraldo od ottagonale: Questo taglio è di solito rettangolare ma esistono anche tagli quadrati meno recenti. Si tratta di un diamante tagliato a gradini, ossia è una pietra che possiede più successioni di faccette, normalmente da 48 a 50, che somigliano ad una scala e normalmente sono disposte su quattro lati o hanno forma allungata. Le dimensioni tipiche di un taglio a smeraldo rettangolare da un carato dovrebbero essere 7 x 5 mm.

 

CanTaglio ovale: : Il nome tecnico è “taglio brillante modificato ovale” poiché si basa sulla forma e le modifiche apportate al tradizionale taglio brillante rotondo. Il taglio ovale è stato inventato da Lazare Kaplan nel 1960. I brillanti ovali sono costituiti di solito da 56 faccette.

 

 

CanTaglio principessa: È un taglio la cui forma ricorda lo stile brillante, con spigoli acuti non tagliati. Viene tagliato in modo tale da assumere una forma perfettamente quadrata piuttosto che rettangolare. Lo stile brillante si riferisce alla corona con direzione verticale e alle faccette del padiglione che sono larghe sul castone e strette verso la cintura, l’opposto della disposizione delle faccette del padiglione su una pietra tagliata a radiante con gli angoli incurvati. Il taglio principessa ha di solito 76 faccette e possiede una brillantezza superiore rispetto al taglio brillante rotondo.

 

CanTaglio radiante: Questo taglio è un’altra variante del taglio rettangolare. Costituisce la base per tutta una serie di tagli che derivano da questo (come il taglio principessa).

 

 

CanTaglio a cuore: Il nome tecnico è “taglio brillante modificato a forma di cuore” poiché si basa sulla forma e le modifiche apportate al tradizionale taglio brillante rotondo. I brillanti tagliati a cuore sono normalmente costituiti da 59 faccette.


LE 4C

 

I fattori che determinano il valore di un diamante lavorato, sono espressi simbolicamente da quattro "c", ossia dall'iniziale dei termini inglesi colour (colore), clarity (purezza), cut (taglio) e carat (peso in carati o caratura) .

CARAT - La caratura

L'unita' di misura di peso per i Diamanti e le pietre preziose in generale e' il Carato metrico che equivale a 0,200 grammi.
Ma nemmeno una unita' cosi' piccola e' abbastanza precisa per qualcosa di cosi' prezioso. Anche nei diamanti relativamente poco costosi le frazioni di carato equivalgono a differenze di centinaia di euro, per questo motivo nell'industria del diamante il peso delle gemme viene misurato fino al millesimo di carato e poi arrotondato alla centinaia, commercialmente chiamata "punto".

Esempio: una gemma di 0,70 carati verra' commercialmente descritta come "un 70 punti".

COLOR – Il colore

Il Diamante e' l'unica gemma in cui l'assenza di colore ne determina il valore: una pietra completamente incolore rifrange meglio la luce e la riflette in tutti i colori dell'iride.

Sebbene quando si pensa ad un diamante, si pensa ad una pietra incolore, in realtà esistono gemme variamente colorate: gialle, brune, verdicce, rosate, fino alle rarissime rosse e azzurre.

Tali gemme sono scarsamente commerciabili (anche se gli ultimi colori citati hanno un valore altissimo).

Attenendosi alle sole pietre incolori o quasi, sono state messe a punto delle "scale di colore" delle quali quella americana (GIA) è attualmente la più usata, con termini espressi in lettere a partire dalla D per i diamanti incolori alla lettera Z per quelli giallo-bruni.

La lettera D si riferisce alle pietre perfettamente incolori, le più rare e costose. Spostandosi lungo la scala le tonalità gialle e/o marroni aumentano progressivamente. Solo un osservatore esperto in condizioni d’illuminazione particolari è in grado di vedere la differenza tra due livelli successivi (come E ed F).
I colori “fantasia” (fancy) esulano dalla tradizionale scala del colore e vengono classificati a parte per quanto riguarda il colore e il prezzo.
Scala del colore:
D = bianco eccezionale +
E = bianco eccezionale
F = bianco extra +
G = bianco extra
H = bianco
I-J = bianco leggermente colorito
K-L = bianco colorito

M, N-O, P-R, S-Z = colorito

CLARITY - La purezza

In natura i diamanti realmente "puri" sono estremamente rari. Il termine purezza in questo caso non ha niente a che vedere con la composizione chimica del diamante, ma si riferisce a quelle minutissime imperfezioni (inclusioni) all'interno del diamante che ne possono sminuire la trasparenza e quindi anche l'appetibilità. Il Gemological Institute of America (GIA), la massima autorita' nel campo della certificazione, ha istituito una Classificazione della Purezza accettata internazionalmente, in accordo alla quale è stato definito "puro" un diamante che, osservato da un esperto con una lente da 10 ingrandimenti, non rileva inclusioni.La scala della purezza classifica le gemme con termini espressi in sillabe e in numeri che rappresentano le iniziali del grado di visibilità delle inclusioni.
Al gradino più alto vi sono le *FL ("flawless", puro esternamente e internamente) per passare alle IF (internamente puro), alle VVS ("very very small inclusion"), e così via.
I livelli di purezza comprendono:

  • FL (Flawless): Diamanti che non mostrano inclusioni o piccole imperfezioni superficiali quando esaminate sotto 10 ingrandimenti da un gemmologo professionista

  • IF (Internally Flawless): Diamanti che non mostrano inclusioni e solo insignificanti imperfezioni superficiali sotto 10 ingrandimenti. Normalmente ciò che separa i diamanti FL da quelli IF sono caratteristiche che possono essere rimosse con un intervento di lucidatura superficiale.

  • VVS1 e VVS2 (Very Very Slightly Included): I diamanti VVS contengono minute inclusioni che sono difficili a localizzarsi, sotto 10 ingrandimenti, anche per un gemmologo professionista. In diamanti VVS1 le inclusioni sono estremamente difficili a vedersi e possono essere viste solo attraverso il padiglione, mentre le inclusioni classificate VVS2 sono molto difficili a vedersi.

  • VS1 e VS2 (Very Slightly Included): I diamanti classificati come VS contengono inclusioni minori che si rendono difficili VS1, al talvolta facile VS2, vedersi sotto 10 ingrandimenti da un gemmologo professionista.

  • SI1 e SI2 (Slightly Included): I diamanti classificati SI contengono inclusioni che vanno dal facile (SI1), al molto facile (SI2), vedersi sotto 10 ingrandimenti.

I1, I2 e I3 (Imperfect): I diamanti classificati come I contengono inclusioni che sono ovvie a vedersi da un gemmologo professionista sotto 10 ingrandimenti; possono spesso essere viste facilmente anche ad occhio nudo e sono così numerose che riducono la trasparenza e la brillantezza della pietra stessa.

CUT - Il taglio

Delle  “4C” il taglio puo' essere descritto come il contributo dell'uomo alla bellezza di un diamante. Le altre sono dettate dalla natura.

Il Taglio incide sugli altri standards qualitativi che abbiamo visto sino ad ora, ad esempio, esaltando il colore o nascondendo alcune inclusioni, e permette al diamante di sprigionare la massima quantità di luce.

In un Diamante tagliato correttamente, la luce viene rifratta internamente e riflessa all'esterno dalla parte superiore, mentre se un Diamante viene tagliato con un padiglione troppo alto, una parte della luce viene dispersa sul fondo della gemmam e se il padiglione viene tagliato troppo piatto, la luce esce prima di essere rifratta all'interno della pietra. E' Quindi la qualità del taglio che esalta la brillantezza del Diamante e la lucidatura finale che ne esalterà lo scintillio ed il fuoco.

Un diamante viene classificato anche in relazione alla precisione più o meno grande con cui è stato lavorato. A questo
proposito vengono presi in considerazione, qualsiasi sia la forma di taglio, le proporzioni del taglio stesso, la simmetria tra le varie facce e i difetti di lucidatura.

Per classificare i brillanti si hanno i seguenti giudizi:
“very good” (molto buono): brillantezza eccezionale, pochi ed insignficanti segni esterni;
“good” (buono): brillantezza leggermente inferiore, alcuni segni esterni più rilevanti;
“poor” (scadente): brillantezza inferiore, segni esterni piuttosto grnadi e/o numerosi

Il taglio che esprime i massimi livelli di lucentezza e simmetria è il "taglio ideale" (cuori frecce); in questo caso, i diamanti sono perfettamente proporzionati.


CERTIFICATO

 

In conclusione, è consigliabile acquistare pietre sigillate corredate dalla propria “carta di identità”, ovvero il certificato delle 4C del diamante, che il gioielliere non è obbligato a fornire, ma che il cliente attento pretenderà sempre, e che attesta tutte le caratteristiche della gemma. Tra i certificati riconosciuti a livello nazionale e internazionale citiamo: GIA-HRD-IGI-IGC

Download esempio certificato GIA